VALLE MAIRA Anello del Monte Roccerè (1829 m)

“Put your ear down close to your soul and listen hard.”

Anne Sexton (Newton, 9 novembre 1928 – Weston, 4 ottobre 1974)

 

NOTE TECNICHE

DISLIVELLO: circa 800

DIFFICOLTA’: E

TEMPO DI SALITA: circa 5 ore

PERIODO CONSIGLIATO: autunno, estate, tarda primavera

CARATTERISTICHE: Il complesso di Roccias Fenestre, situato a 250/300 metri a Sud di monte Roccere, risulta costituito da imponenti torrioni di micascisti-gneissiferi, di età permo-carbonifera, tra i quali si trovano frequentemente intercalati lenti e lettini di quarzo.
Sopra alcuni lastroni di notevoli dimensioni si può rilevare la presenza di numerose (su alcuni massi sono a centinaia) incisioni a forma di coppa aventi un diametro compreso tra i 3 e i 10 centimetri. Si ritiene che queste strutture non possano essere interpretate come naturali essenzialmente per due motivi : a) Le caratteristiche della roccia: le proprietà chimico-fisiche dei minerali che compongono la roccia (durezza e insolubilità) fa presupporre l’impossibilità per gli agenti atmosferici di modellare forme così regolari. b) La distribuzione: queste incisioni appaiono distribuite soltanto su alcuni massi mentre su altri non compaiono; inoltre si localizzano soltanto su rocce esposte a Sud-Est, mentre mancano sugli altri versanti della montagna ; nel caso si ammetta per queste strutture un’origine naturale, risulta piuttosto difficile spiegare la mancanza di coppelle su altri massi o in altre aree.

TOPONIMO: il toponimo Roccerè, è molto probabilmente dovuto alla presenza delle incisioni rupestri sul sito.

cartina roccere

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PERCORSO

Il Monte Roccerè (1829 m), fa parte della dorsale che ha inizio dalla piana del Villar San Costanzo e prosegue fino al Pelvo d’Elva (3064 m) dividendo la Valle Maira dalla Valle Varaita.

Un anello circonda i confini di tutta l’area archeologica del sito.
Il percorso inizia dalle profumate pinete di Sant’Anna di Roccabruna e ci porta su fino alla vetta del monte dove è possibile ammirare le celebri incisioni preistoriche, il Trono del Re e la Grotta di Balmascura.

Area riservata: area riservata alle visite guidate. È vietato avventurarsi lungo questo pecorso, se non accompagnati da guide escursionistiche regolarmente patentate ed appartenenti all’Associazione “Amici del Rocceré”. (contatti)

Il RocceRé è uno tra i più importanti siti di arte rupestre dell’età del bronzo a livello europeo e si trova proprio ai piedi della Valle Maira, a Roccabruna, in provincia di Cuneo. Detiene il primato per il livello di concentrazione di incisioni in un’area molto ridotta (oltre 20.000 coppelle su circa 20.000 mq)ed è unico per il tipo di figure presenti. In un’area abbracciata da una ricca vegetazione è possibile ammirare Il Masso Altare sul quale capeggia l’incisione più importante del sito, le Roccias Fenestre, il Trono del Re e la Grotta di Balmascura.

Partiamo da Sant’Anna di Roccabruna, oggi l’autunno risplende maggiormente grazie a una fine pioggerella.

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Il bosco appare in tutta la sua bellezza.

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Dal Colle della Ciabra, (la famosa “strada dei cannoni” che da qui prosegue fino al Colle di Sampeyre e al Colle della Bicocca) si prosegue a destra percorrendo la cresta fino a giungere sulla vetta del Roccerè, ben visibile per via dell’imponente croce.

C’è pochissima visibilità, ma non possiamo sbagliare, il sentiero è ampio.

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verso il monte Roccerè
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monte Roccerè (1829 m)

Da questo punto è possibile visitare l’Area Riservata solo con la guida escursionistica.

Roccerè, può considerarsi come uno dei pochi siti d’altura dell’età del Bronzo presenti non solo a livello italiano, ma mondiale, con caratteristiche uniche nel settore dell’arte rupestre. Unicità a livello di concentrazione di incisioni in un’area complessivamente molto ridotta (circa 20000 incisioni distribuite su un’area concentrativa di circa 20000 mq). Unicità degli antropomorfi e figure presenti in sito. Esso si erge in una posizione panoramica e strategica veramente eccezionale. Soprattutto le particolari condizioni di difendibilità del sito devono essere state alla base di una lunga continuità d’uso. Il sito di Rocce Rè compendia i caratteri più tipici dell’insediamento su altura, grazie anche alla prossimità di una importante idrovia che deve essere stata insieme alle altre caratteristiche, alla base della specifica scelta insediativa.

L’area sottostante la cima del Roccerè incanta per la quantità di coppelle presenti.

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DSC06773Con il termine coppelle (cup marks, cupùles, Schalenzeichen) indichiamo incisioni rupestri eseguite dall’uomo su roccia, a forma di coppa o scodella, di dimensione variabile: in alcuni casi si rilevano isolate, in altri numerose, sulla medesima roccia.  Le coppelle si ritrovano sulle rocce in molti luoghi del mondo e, solo alla fine dell’Ottocento iniziò un vero interesse per queste incisioni, si moltiplicarono le segnalazioni e si iniziò ad approfondire i motivi per cui le coppelle appaiono presenti in culture del tutto diverse.

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Molte coppelle vennero eseguite con ogni probabilità, con intenti esclusivamente collegati alle divinità che quegli antichi uomini adoravano e temevano, trasformando in luoghi sacri determinate località, ben esposte al sole, quasi sempre sopraelevate e dove la natura aggiungeva acqua in abbondanza e ameni orizzonti che ancora oggi, inducono a riflessioni e interrogazioni del proprio “io”. In altri casi, la coppella è da ritenersi il risultato di una micro escavazione con lo scopo di procurarsi parte del minerale stesso ad uso taumaturgico. Le coppelle più antiche sembra che risalgano al mesolitico, per poi diffondersi nel neolitico e raggiungendo nell’età del bronzo la massima diffusione in tutto il mondo. Tranne che in Antartide sono presenti in tutti i continenti.

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L’antropomorfo è da considerarsi il più grande mai trovato al mondo, misura cm. 113 x 138 ed è composto da trenta coppelle. Schematicamente è molto suggestivo: le gambe divaricate, il braccio sinistro (guardando) sollevato ad arco, il braccio destro collegato ad un allineamneto di coppelle tale da presemerne una schematizzazione di un’asta, lancia, scudo o attrezzo. Una coppella di diametro maggiore ne delinea la testa, l’incisione a piramide tronca capovolta presente sopra la testa, sembra rappresentare un copricapo, elmo? addobbo?La figura non presenta la classica staticità degli antropomorfi schematici: le braccia alzate, una impugnante un attrezzo, la gamba destra flessa, producono un voluto movimento cercato dall’autore, danza? preghiera? combattimento?
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Un grande masso a forma di disco, con sopra incisa una figura ad arco composta da sette grandi coppelle. Il masso, situato sulla sommità’ di uno spettacolare torrione in gneiss, con pareti a picco di circa 60-70 metri.
E’ noto che gli sciamani eseguivano sacrifici di animali, in alcuni casi anche umani, per placare eventi naturali ritenuti non normali: prolungate siccità, alluvioni e frane, l’improvvisa scomparsa della selvaggina, lotte fra tribù, ecc. Un altro importante compito dello sciamano, era garantire la fertilità, per questo motivo gli attributi sessuali, sia maschili che femminili erano venerati come idoli … 

Facciamo ritorno sulla vetta del monte Roccerè e proseguiamo per cresta per raggiungere la Grotta Balma Scura. 

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Grotta Balma Scura
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Una grotta con una “bocca” di circa 35 metri di larghezza e 10 di altezza, con una profondita’ di circa 20 metri. Un eccezionale riparo naturale. 
All’interno sgorga perenne una preziosa sorgente d’acqua. Davanti alla grotta, a circa 20 metri iniziano le maestose balconate incise di coppelle dei Massi Isoardi, sopra la grotta, numerose le coppelle incise. Il secondo antropomorfo scoperto proprio nei pressi di questa grotta, fa supporre che la stessa, fu in quel lontano periodo l’abitazione dello (o degli) sciamano o sacerdote o “re” che si susseguirono in questi luoghi e che molto probabilmente furono gli artefici di quelle tante coppelle e figure presenti nel sito.

“Balma Scura” fa sempre parte del massiccio del Roccerè e si trova a circa 500 metri est dal monte.

Per ritornare a Sant’Anna, si prosegue in discesa su un sentiero nel bosco indicato con tracce bianco e rosse.

Per approfondimenti : Roccerè

 

 

 

 

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