VALLE ROYA Incisioni rupestri Fontanalba (2140m), Cima Viglino (2910 m)

«Il vento mi fa sentire interessante».

Carol Rama (Torino, 17 aprile 1918 – Torino, 24 settembre 2015)

 

Due giorni in Valle Roya alla scoperta di un angolo nascosto di questa valle, tra le incisioni rupestri de “La Voie Sacrée” (la Via Sacra) e sulla cima Viglino per avere un’ampia veduta sulla Valle Roya e le valli circostanti. Approfittiamo dello spazio invernale del rifugio Valmasque che vanta anche una stufa.

1° GIORNO

CASTERINO – LAGO VERDE FONTANALBA – RIFUGIO VALMASQUE 

DISLIVELLO: circa 640 m

DIFFICOLTA’: E

TEMPO DI SALITA: circa 5 ore

PERIODO CONSIGLIATO: autunno, estate, tarda primavera

CARATTERISTICHE: depositi sedimentari di origine vulcanica risalenti al Permiano

TOPONIMO: Il toponimo Casterino (paese in cui ha inizio il percorso) deriva probabilmente alla presenza di un castellaro dell’età del ferro, i cui resti si trovano sul Mont du Castel (1599 m), un’altura subito sopra al paese.

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PERCORSO

Dopo aver oltrepassato il Colle di Tenda proseguiamo fino a Saint Dalmas de Tende. Da qui si seguono le indicazioni per il Lec des Mesches e la successiva località di Casterino che si oltrepassa continuando ancora per circa due chilometri lungo la valle fino al Jas du Basto (1732m) dove troviamo un ampio parcheggio.

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Seguiamo le indicazioni per il Rifugio di Fontanalba, e percorriamo una bella strada lastricata con un percorso tra i larici in tutta la sua bellezza autunnale.

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Continuiamo il nostro cammino lasciando sulla destra, l’indicazione per il lac de Grenouilles

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troviamo la prima incisione nascosta sotto l’erba

Più avanti, ad un bivio, lasciando a sinistra la strada che torna verso Casterino, seguiamo l’altra che sale verso il rifugio di Fontanalba.

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rifugio di Fontanalba

Dal rifugio saliamo verso le incisioni preistoriche e les Lacs Jumeaux.

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Proseguiamo fino a giungere  all’inizio di una scalinata costeggiata sulla destra dai lastroni di pietra su cui sono state realizzate le incisioni rupestri.

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Le incisioni rupestri

Sulle rocce attorno al Mont Bégo (Monte Bego), scisti perfettamente levigati durante l’ultima glaciazione e coperti da una patina rossastra di ossidazione, sono presenti migliaia di incisioni rupestri (si stima circa 40 mila su 3800 rocce) di antichissima data. Le incisioni sono collocate in un arco di tempo che comprende la fine del Neolitico, l’Età del rame e l’Età del bronzo, indicativamente tra il 3500 e il 1800 a.C. Autori delle incisioni sono stati i primi frequentatori della zona, essenzialmente pastori che salivano in alpeggio con le mandrie sui pascoli attorno al Mont Bégo. I soggetti maggiormente rappresentati sono figure cornute o corniformi (46% circa), figure geometriche o reticolate (7% circa), armi ed utensili (4% circa) e figure antropomorfe (0.2%).
Le incisioni, realizzate per percussione o incisione con pietre dure e punte metalliche che scalfivano la patina di ossidazione superficiale della roccia, potrebbero avere avuto una finalità religiosa, legata al culto del bovide, anche se non mancano esempi di rappresentazioni di possibili divinità antropomorfe. Ma potrebbero anche essere legate alle attività di pastorizia, che per millenni hanno interessato l’area del Mont Bégo.
[I Sentieri della Storia, pp.23-24]

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La Voie Sacrée – La Via Sacra

La “Voie Sacrée” è costituita da un banco di scisti lungo circa 50 metri, esposto verso sud, che contiene ben 284 incisioni rupestri. Qui si trovano raffigurati tutti i principali soggetti presenti nella zona del Mont Bégo (corniformi 6, armi 4, antropomorfi 8, reticoli, …)

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Dopo la scalinata arriviamo ad un notevole punto panoramico sull’alta Valle Tanaro.

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Proseguiamo verso una costruzione in pietra e ci avviamo verso destra costeggiando i due piccoli laghetti seguendo il sentiero in discesa che subito dopo passa accanto ad una torbiera; al successivo bivio si prende a destra giungendo poco dopo al Lac Vert de Fontanalbe (lago Verde di Fontanalba), lo si costeggia sulla sinistra e subito dopo ci si ricongiunge al percorso di salita in corrispondenza del ponte in pietra.

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Lac Vert

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proseguiamo verso destra per la Baisse de Fontanalbe.

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La salita è molto bella e attraversa luoghi solitari con grandi rocce. Non posso che pensare a Bicknell e alle sue ricerche sulle incisioni rupestri, agli autori di quei segni e al tempo che ci riporta qui, in continua ricerca.

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sguardo indietro

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Arrivati alla Baisse de Fontanalbe (2568m) proseguiamo verso la Basse de Valmasque per poi proseguire tra i laghi.

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lac du Basto

Splendidi panorami verso il Lac du Basto.

Arriviamo al Rifugio de Valmasque non siamo soli. C’è una famiglia con tre bambini e una coppia, ma c’è spazio per tutti. La stufa è funzionate.

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dormitorio rifugio Valmasque

La sorgente si trova dall’altra parte del lago, per raggiungerla occorre scendere in direzione di Casterino seguendo il fiume per poi virare a sinistra per raggiungere l’altra sponda e risalire per una ventina di metri.

 

2° GIORNO

RIFUGIO DE VALMASQUE  – CIMA VIGLINO – CASTERINO

DISLIVELLO: circa 1220 m

DIFFICOLTA’: EE

TEMPO DI SALITA: circa 3 ore

PERIODO CONSIGLIATO: autunno, estate, tarda primavera

CARATTERISTICHE: la cima Viglino è composta da rocce cristalline (gneiss granitoidi)

TOPONIMO: A. Viglino è il nome del primo alpinista ad effettuare la salita il 10 settembre 1896

PERCORSO

Dal Rifugio Valmasque ci inerpichiamo sulla mulattiera verso il lac Noir. Poco prima dello sbarramento la abbandoniamo per seguire un sentiero sulla destra per poi  proseguire innalzandosi sulle ripide pendici della sovrastante cime Chamineye (2921 m).

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ci attendono numerosi camosci

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Il sentiero si sposta leggermente verso destra puntando in direzione di un canalino pietroso.

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Luca con alle spalle il lago Noir e Basto e sullo sfondo a destra il monte Bego

Per la salita al pas de la Fous seguiamo sulla sinistra le tacche rosse e ometti, risalendo una ripida pietraia.

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i laghi Gelé e Lusière salendo al Passo de la Fous
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pas de La Fous (2828 m) 
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Cima la Fous

Il Passo de la Fous (2828 m) mette in comunicazione la valle Roya con la valle Gordolasque e il vallone adiacente conduce verso il rifugio Nizza. Di fronte a noi compare il monte Clapier (3045 m), più a destra la cima Asquasciati (3010) e poi la cima Viglino (2910 m). Seguiamo a destra un sentiero verso la vicina Cima Viglino.

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monte Clapier (3045 m)

La cima Viglino la si nota perché presenta un grosso cippo di pietre.

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Luca sulla cima Viglino (2910 m)

Il monte Viglino è un importante punto nodale da cui si origina la grande costiera del Basto e del Grand Capelet.

Vista bellissima sulla vicina parete est del Monte Clapier e sul sottostante, omonimo ghiacciaio. Il massiccio dell’Argentera spicca a nord-ovest

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Monte Argentera

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Ritorniamo verso il rifugio Valasque per un altro sentierino, che raggiunge la fonte trovata il girono prima e poi, oltrepassando il lago, raggiunge il rifugio.

Dal rifugio, per tornare al punto iniziale e alla nostra auto, percorriamo il lungo vallone verso Casterino.

 

 

 

 

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