VALLE PESIO Pis del Pesio, Cascata Gias Fontana, Osservatorio faunistico

Tutti gli animali diffidano dell’uomo, e non hanno tutti i torti, ma quando sono sicuri che non vuol fargli del male, la loro fiducia diventa così grande che bisogna essere più che barbari per abusarne.
Jean-Jacques Rousseau

Il Pis del Pesio è una spettacolare cascata di oltre 20 metri. Tradizionalmente è qui, a 1350 m di quota, che nasce il torrente Pesio, corso d’acqua che dopo aver percorso l’omonima valle e il pianalto cuneese confluisce dopo una quarantina di chilometri nel Tanaro. Il realtà il Pis non è che la valvola di “troppo pieno” di un vasto sistema carsico sotterraneo che drena le acque non solo della sovrastante conca delle Carsene ma anche quelle dell’opposto versante, orograficamente in Val Roja, rappresentato dalla zona di Navella-Pian Ambrogi. Durante il periodo dello scioglimento delle nevi primaverili (da metà aprile a fine maggio) o dopo intense e prolungate precipitazioni, quando le gallerie drenanti sono sature e la sorgente posta nei ghiaioni sottostanti le pareti rocciose del Passo Baban e della cima Murtel, non è in grado di smaltire l’eccesso di acqua, il “pis ” si attiva e un potente getto con conseguente cascata, precipita per una trentina di metri dalla parete verticale. Altra acqua si insinua in fratture secondarie da cui sgorga talvoltacopiosa. La portata della risorgiva varia nel corso della giornata raggiungendo il suo massimo nelle prime ore della sera risentendo sia delle precipitazioni, che del soleggiamento. Nei periodi di magra la sorgente alla base della parete riversa 60 l/sec mentre nei momenti di piena quando il pis è attivo può raggiungere i 5 m3 al sec.

NOTE TECNICHE

DISLIVELLO: circa 500 m

DIFFICOLTA’: E

TEMPO DI SALITA: 2 ore

PERIODO CONSIGLIATO: primavera

CARATTERISTICHE: Il sistema carsico di “Conca delle Carsene – Pis del Pesio” è il secondo più importante della zona. Le acque raccolte sul versante sud del Massiccio del Marguareis (in particolare dalla Conca delle Carsene e dalla Conca di Plan Ambreuge), orograficamente destinate a finire nel Mar Tirreno, si infiltrano nel terreno e sfociano nella risorgiva del Pis del Pesio; da qui, attraverso il Po, raggiungono il Mar Adriatico. La risorgiva del Pis del Pesio è particolarmente spettacolare ad inizio primavera 23, quando le acque di scioglimento riempono il sifone terminale e sgorgano, sotto forma di impetuosa cascata, da una parete rocciosa ad una altezza di oltre 20 metri rispetto al sottostante sentiero.

TOPONIMO: Pis del Pesio, piscio del Pesio. Il toponimo Pian delle Gorre potrebbe far riferimento alla presenza, nella radura, di piante di salice: gura (o gora) è infatti il nome dialettale di queste piante. In uno studio linguistico, Sirianni evidenzia che ‘gorre’ o anche ‘gorín’ è un ternine che si riferisce specificatamente ai suoi lunghi rami flessibili utilizzati per intessere canestri e ceste.

PERCORSO 

A Pian delle Gorre (1032 m) si imbocca la strada sterrata, in leggera discesa. 

 

La sterrata diventa subito una comoda mulattiera e si allunga all’interno di un bosco di abete bianco, arrivando a passare su ponte in legno il torrente che scende dal Vallone del Saut (o Vallone del Salto). 

Il Farinello buon-enrico, chiamati a Cuneo “le orle”

Qui ci si immette su una pista sterrata, che si segue verso destra. Si attraversa un secondo ponte in legno e si scende ora sul versante sinistro orografico del Vallone del Saut, in direzione nord nord-ovest, costeggiando il torrente. Giunti ad uno spiazzo, si trascura una traccia sulla destra e si continua lungo la sterrata che piega a sinistra (sud ovest) e costeggia il Torrente Pesio. Prima del successivo ponte in legno sul Torrente Pesio, si imbocca sulla sinistra il sentiero per il Gias Fontana e il Pis del Pesio.

 
Il sentiero segue il corso torrente, ai piedi di un bosco di faggio e abete bianco, dapprima con una lieve salita, poi con strappi più decisi e andamento a mezzacosta. Passati alcuni rii, si trascura sulla destra il sentiero che scende all’Osservatorio Faunistico delle Canavere.

Con una ripida salita verso sud, e diversi tornanti, ci si allontana dal Torrente Pesio; si passa su passerella in legno un ruscelletto e si giunge al Gias Fontana.

 Gias Fontana

La cavolaia minore o rapaiola (Pieris rapae Linnaeus, 1758)

Qui si tralascia una traccia a destra che scende alla fontana, e subito dopo il sentiero sulla destra per il Gias Vaccarile e il Passo del Baban (segnavia H11).

 

Ci si tiene sulla sinistra, entrando in uno splendido bosco di faggio 111, e si sale con traversi e ripide salite fino ad un bivio: a sinistra si prosegue per il Gias degli Arpi e Colle del Prel, a destra per il Pis del Pesio. 
Si imbocca il percorso di destra, salendo con numerosi stretti e ripidi tornanti fino ai piedi della cascata del Pis del Pesio (1410 m).

Pis del Pesio (1410 m)

 cascate Gias Fontana

Ritornando a Pian della Gorre passiamo per l’osservatorio faunistico del Parco.

Tenendo la destra, si costeggia il recinto fino a portarsi presso l’imponente torretta di osservazione del Recinto faunistico delle Canavere (1065 m, 0:50 – 1:00 ore dal Casotto di Sorveglianza) 13, costruita nei pressi del Gias sottano delle Canavere. 
Ai piedi della torretta giunge la strada sterrata di accesso al recinto.

 

Il recinto, costruito dall’Ente Parco nel 1990 per favorire l’acclimatazione dei cervi reintrodotti, ha una superficie di circa quattro ettari ed è dotato di un’altana per l’osservazione.

 

 

altana per l’osservazione dei cervi

 

Sembra che i cervi siano eccessivamente magri e dal pelo non ancora mutato per l’estate. Ci si chiede se avranno abbastanza cibo contando che, il peso dei maschi adulti, va da 200 a più di 250 kg, mentre la femmina 150 kg di peso.

 

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