VALLE MAIRA Bivacco Valmaggia( 2335 m) cima nord Auto Vallonasso ( 2856 m)

“Giunge più lontano colui che non sa dove va.”

-Ernstel Jünger-

L’Auto Vallonasso è una montagna massiccia e complessa che ha un pò la forma di un grosso panettone.  Sorge in un posto privilegiato; da un lato  è un ottimo punto d’osservazione per l’imponente parete nord dell’ Oronaye e dalla cima offre un panorama notevole sulle Alpi Marittime, il Monte Chersogno, il Monviso, l’Aiguille e il Brec de Chambeyron. Il bivacco Valmaggia è di costruzione recente, ed è punto d’appoggio principalmente per l’attacco della Via Ferrata delle Oronaye; attraverso il Colle Enchiausa è possibile anche raggiungere il bivacco Bonelli e successivamente le Sorgenti del Maira. Infine, attraverso il Colle Feuillas si può arrivare ai laghi Oronaye e Roburent.

 

NOTE TECNICHE

1° GIORNO:

VIVIERE (1713 m), BIVACCO VALMAGGIA (2335 m) COLLE DEL FEUILLAS (2749 M)

DISLIVELLO:  +850

DIFFICOLTA’: E

TEMPO DI SALITA: circa 3 ore

 

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PERCORSO 

Da Viviere si prosegue in auto fino ad un bivio, a destra, che indica il colle di Enchiausa e Feuillas, dove si parcheggia. Si percorre un bel boschetto di larici, raggiungendo in poco tempo la grangia Gorra (1914 m).

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grangia Gorra (1914 m)

Si entra poi nel lungo vallone di Enchiausa seguendo le tacche bianco/rosse del sentiero GTA e quelle rosso/blu del sentiero Cavallero. 

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bivio per il bivacco Valmaggia

Lungo la salita, si arriva a un bivio, lasciando a destra il sentiero che conduce al Colletto si prosegue  verso sinistra. Con un traverso lungo si raggiunge un bivio  per il bivacco Valmaggia e il colle di Enchiausa.

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Proseguo per il bivacco Valmaggia perché oggi dovrebbe arrivare la prima neve e perché non ho mai visto, da vicino, il bel bivacco che sorge in prossimità dell’Oronaye.

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Oronaye a destra e bivacco Enrico e Mario a sinistra appena visibile

Proseguendo, in breve tempo,  appare il bivacco Valmaggia su un poggio erboso. La fontana è posta qualche metro più in basso.

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mio riflesso nella finestra del bivacco Valmaggia

La sua struttura è in legno con tetto a due falde ed un ingresso lungo tutto il fianco fa da disimpegno e da riparo dalle intemperie all’entrata. All’interno vi sono 12 posti letto a castello con coperte, un tavolo e due panche, un angolo cottura con il gas e stoviglie. E’ dotato di impianto elettrico per l’illuminazione interna, alimentato da pannelli fotovoltaici. 
L’Ing. Angelo Valmaggia, al quale il Bivacco è intitolato, ha avuto un ruolo rilevante nella vita civile di Cuneo e Provincia ed è stato figura di primo piano all’interno della Giovane Montagna, avendo contribuito a rifondare nel 1946 la Sezione di Cuneo ed avendo successivamente retto per oltre un ventennio (dal 1960 al 1986) le sorti della Sezione medesima. 

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interno bivacco Valmaggia (2335 m)

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Una originale struttura esterna, che contiene pietre, serve a realizzare una camera d’aria calda per “riscaldare” naturalmente l’interno del bivacco.

 

Volendo, in poco tempo, si può andare a vedere l’altro bivacco, meno ospitabile, ma posto in un punto privilegiato, il bivacco Enrico e Mario (2650 m). Il bivacco Enrico e Mario è punto di partenza della ferrata per l’Oronaye ed è posto poco sotto il Colle del Feuillas (2749 m). 

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bivacco Enrico e Mario (2650 m)

Il bivacco  Enrico e Mario è stato attivato riadattando una vecchia casermetta militare, un tempo utilizzata come punto di presidio del confine. Purtroppo, a causa di importanti infiltrazioni di umidità, il bivacco risulta inagibile.

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interno bivacco Enrico e Mario
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foto interno bivacco Enrico e Mario
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a sinistra Colle del Feuillas (2749 m) e a destra Oronaye

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Al ritorno dal Colle de Feuillas, il tempo peggiorava in fretta. Nel bivacco Valmaggia c’era pochissimo posto, era occupato da otto simpatici olandesi e un cagnolino. 

 

2° GIORNO :

BIVACCO VALMAGGIA (2335 m), AUTO VALLONASSO (2856 m)

DISLIVELLO:  +650

DIFFICOLTA’: EE/F

TEMPO DI SALITA: circa 2 ore

CARATTERISTICHE: la cima dell’Auto Vallonasso è formata da blocchi di roccia quarzitica.

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Oronaye (3100 m) all’alba
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meravigliose rocce intorno al bivacco

Il giorno dopo, per salire sull’Auto Vallonasso, si percorre un sentierino, ben visibile dal bivacco, che si ricongiunge al sentiero per il colle d’Enchiausa.

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sentiero verso il colle d’Enchiausa

Ad un tratto, all’incirca all’altezza di una roccia che ha la cima a forma di marmotta, si abbandona il sentiero che prosegue per il Colle d’Enchiausa e si sale a destra seguendo labili tracce di ometti. 

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punto in cui si svolta a destra
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la “roccia marmotta”

Più in alto si prosegue per detriti fino a un caratteristico roccione che si lascia sulla destra.

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si prosegue tenedo la roccia sulla sinistra, come punto di riferimento
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arrivo in cresta
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Oronaye appena imbiancata
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ancora particolare sull’ Oronaye
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sulla destra è già ben visibile la cima nord dell’ Auto Vallonasso

Arrivati in cresta, si prosegue verso destra per raggiunge la cima Sud-est (2883 m).

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verso la cima sud-est dell’Auto Vallonasso
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Auto Vallonasso sulla sinistra e Chiappera e Saretto in basso a destra
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ultimo pezzo di cresta prima della cima sud
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cacca di lupo congelata, anche lui sostiene che è importante “shit in a beautiful place”
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cima sud Auto Vallonasso (2882 m)

Si prosegue verso nord-ovest lungo la cresta inclinata e detritica. 

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verso la cima nord

 

Il percorso si fa ora  un pò più complicato. Procedendo su evidente traccia in piano si incontra il punto più complesso e pericoloso del tratto in cresta , una breve discesa su sfasciumi instabili in un punto esposto con appigli insicuri.

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sguardo verso il delicato tratto esposto appena percorso

Ci si mantiene a destra in salita si raggiunge la sommità di un canalino. Infine si percorre una breve risalita su facili roccette ed un successivo tratto con qualche saliscendi , fino a giungere alla base dell’ultimo pendio erboso che conduce in vetta all’Auto Vallonasso (2885 m). 

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cima nord Auto Vallonasso (2856 m)
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zoom  a sinistra sul Brec de Chambeyron (3389 m) e a destra Aiguille de Chambeyron (3411 m)
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zoom su Saretto

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