VALLE MAUDAGNA Monte Mondolè (2382 m)

 Io cercai dove il vento soffia con maggior veemenza. Io posi la mia dimora dove non c’è nessuno, nelle zone deserte dove l’orso bianco impera, io appresi a disconoscere l’uomo e Dio, la bestemmia e la preghiera.

Mi cangiai nel fantasma dei ghiacciai.

-Nietzsche, Al di là del bene e del male. Dall’alto dei monti-

Il monte Mondolè, si trova tra le valli Maudagna, Ellero e Corsaglia. Dalla cima si può ammirare la Valle Ellero, con la Cima delle Saline (2612 m), le ardite calcaree Rocche Biecai, le Rocche di Serpentera e la parete orientale della Cima Cars(2217 m). Oltre l’insellatura, ampi pendii erbosi digradano verso l’ampia conca di Piandimale, dominata dalla rocciosa Rocca dell’Inferno (2307 m).

NOTE TECNICHE

DISLIVELLO: circa 500 m

DIFFICOLTA’: E

TEMPO DI SALITA: 1,30 ore

PERIODO CONSIGLIATO: inverno, primavera, autunno, estate

CARATTERISTICHE: Il corpo della montagna è costituito da calcari del Cretaceo, che presentano notevole carsificazione. Sulle pareti settentrionali affiorano quarziti e scistiquarzitici del Triassico.

TOPONIMO: Mondolè per alcuni parrebbe derivare da Monte del Lago, in virtù del piccolo lago di origine carsica presente nel suo versante settentrionale e spesso coperto da un nevaio fino a tarda stagione. Per altri invece potrebbe discendere da Mont d’Elle, cioè Monte d’Ellero, con evidente riferimento al corso d’acqua che attraversa la stessa Mondovì. Sembrerebbe tuttavia che in passato fosse conosciuto come Monte della Barma, ad indicare appunto in lingua preindoeuropea, un riparo sotto la roccia o una semplice grotta. Non a caso, forse, sempre sul versante più ombroso si trova la cosiddetta grotta del ghiaccio, già nota e descritta nel Settecento. Considerata da alcuni un’opera dei Saraceni, la cavità è stata spesso utilizzata come ghiacciaia dagli stessi abitanti di Mondovì, che erano soliti salire in loco per procurarsi e conservare la materia prima.

PERCORSO

Da Villanova Mondovì si prosegue verso Frabosa Soprana e si raggiunge la stazione sciistica di Prato Nevoso; dalla Colla del Prel ha inizio una sterrata di circa 5 chilometri che porta al rifugio Balma.

Dal Rifugio si prosegue la sterrata fino al Colletto Balma (1886 m). Sull’ampia sella la strada si biforca: proseguire centralmente salendo sul prato che s’innalza abbastanza ripido sui costoni prativi delle Rocche Giardina.

 inizio del percorso dal Colletto Balma (1886 m)

 

Drias octopetala detta anche Camedrio alpino

orchidea sambucina (Dactylorhiza sambucina)

Si percorre un lunghissimo traverso: nel tratto iniziale pianeggiante per poi diventare abbastanza ripido.

 

 sguardo indietro, monte Fantino sulla destra

Dopo un ultima salita raggiungiamo la panoramica colletta Seirasso, sul displuvio con la Valle Ellero. Qui si trascura la traccia di fronte e si piega decisamente verso destra (nord). 

 colletta Seirasso (2092 m)

 la cima del Mondolè in lontananza

 sguardo indietro salendo verso il Mondolè

Si rimonta la cresta sud del Monte Mondolè, ripida ma ampia, tra pietre e ciuffi d’erba. Poco oltre la colletta i segnavia conducono ad alcune facili roccette, che possono essere superate aiutandosi con le mani oppure aggirate verso sinistra seguendo una traccia di sentiero. 
Dopo questo tratto leggermente più impegnativo, compare quasi improvvisamente la croce in vetta al Monte Mondolè (2382 m, 1:30 – 1:40 ore dal Rifugio Balma).

Monte Mondolè (2382 m)

Per via delle nebbie, abbiamo un panorama molto suggestivo, le montagne appaiono e scompaiono.

 

Per il ritorno, proseguiamo in cresta sul lato nord-ovest (indicazione per Artesina) scendendo poi lungo un tratto in forte pendenza circondato da rododendri.

 scendendo verso Artesina

 

Il sentiero  scende lungo il crinale di una piccola e profonda conca di origine carsica, sul fondo della quale si trova il minuscolo Laghetto del Mondolè , adesso ricoperto di neve.

Laghetto del Mondolè ricoperto di neve

Decidiamo così di andare verso il lago delle Scalette, tenendoci lontani dalla neve. Si perde quota piuttosto velocemente, tra prati e rododendri, fin quasi a raggiungere la base della conca. Qui, ben poco evidente, si lascia sulla sinistra il sentiero per la Colla Bauzano, Artesina (segnavia F01) per prendere  il Passo delle Scalette (segnavia F03B). 

 sguardo verso Artesina

L’ultimo tratto di discesa, che ci porterà al laghetto semiartificiale , è abbastanza scosceso.

 lago delle Scalette tra le nebbie

lago delle Scalette (1860 m)

 

Dalla sterrata dopo un breve tratto in leggera salita si ritorna nuovamente al rifugio Balma.

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