VALLE GRANA Cresta Chiot, Monte Crosetta (2195 m), Monte Tibert (2647m)

…Invece, sto solo tentando la lotta | per dare alla mia vita… | che so, un gusto di pesca | e un suono umano, | come si ode spesso per strada.

Piera Oppezzo

Bellissima cresta che si snoda tra Il Monte Crosetta e il Monte Tibert. Quest’ultimo è il punto più elevato dello spartiacque tra Valle Maira e valle Grana. Le vette offrono un’ottima vista panoramica sia sulle valli circostanti che sulla pianura cuneese, con un notevole colpo d’occhio sul Monviso.

NOTE TECNICHE

DISLIVELLO: +870 m circa

DIFFICOLTÀ: E

TEMPO DI SALITA:  3,00 ore 

PERIODO CONSIGLIATO: autunno, inverno, estate, primavera

CARATTERISTICHE: La situazione geologica è abbastanza complessa. Dalla vetta del monte Tibert, in direzione ovest si trovano dapprima quarziti conglomeratiche del verrucano alpino, poi scisti quarzoso-sericitici e rioliti; entrambe queste formazioni risalgono al Permiano. Ad est della vetta si trovano di nuovo scisti quarzitici e quarziti, ma di epoca più recente (Triassico), e più a ovest ancora si incontrano i calcari misti del complesso dei calcescisti ofiolitiferi (pietre verdi di Gastaldi).

TOPONIMO: Il toponimo Monte Crosetta è menzionato nel volume Monte Viso della collana Guida ai monti d’Italia, dove Michelangelo Bruno fa derivare i toponimi cros, crosetta, creusa da “crosus”, con il significato di roccia, masso o anche di solco vallivo molto inciso.
Tuttavia, il nome del monte potrebbe derivare da un’usanza degli abitanti di Celle di Macra: recandosi al Santuario, i pellegrini portavano con loro delle piccole croci in legno che venivano poi infisse nel terreno in corrispondenza del Passo Crosetta. Le croci sono tutt’oggi presenti, e da esse probabilmente derivano i toponimi Monte Crocette e Passo delle Crocette, che vanno comparendo sulle guide e carte più recenti.

L’etimologia del nome Tibert non è certa. Il termine, sembra unire una radice prelatina tib, con significato di pietra, roccia, al nome di persona germanico Bert.

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PERCORSO

Si parte a monte del Santuario di Castelmagno e si seguono i segnavia che indicano il Monte Crosetta (o Crocette). Il sentiero risale il bellissimo pendio prativo fiorito fino al Colle delle Crocette.

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il Santuario Di San Magno
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Anemone o Pulsatilla alpina
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Crocus

Arrivate al Colle delle Crocette, si continua la dorsale verso destra fino a giungere sulla Cima del Monte Crosetta (2195 m).

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Monte Crosetta (2195 m)

Proseguendo di qui si potrebbe andare alla grotta di ghiaccio, o alle Basse di Narbona.

Inizialmente avevamo pensato alla Grotta del Ghiaccio o Pertus d’la Petarassa, cavità naturale in cui tutto l’anno è possibile osservare stalattiti e stalagmiti di ghiaccio; ma c’è ancora molta neve e il sentiero scende ripido. Decidiamo così per continuare la dorsale verso il Monte Tibert.

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Enrica verso il Tibert

Si segue la cresta su sentiero a tratti pietroso e tecnico (ma comunque mai difficile).

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zoom sulla borgata Narbona

Individuiamo la borgata Narbona da lontano (meta della nostra prossima escursione). All’inizio del XX secolo Narbona ha visto il suo massimo sviluppo economico, arrivando a contare 120 abitanti e disponendo, negli anni compresi tra il 1926 e il 1957, perfino di una scuola. Tra gli altri edifici della borgata, vanno menzionati anche il forno comunitario e la Cappella della Madonna della Neve, restaurata per l’ultima volta a metà del XVIII secolo.
La chiusura della scuola ha coinciso con l’inizio dell’abbandono della borgata. Quasi l’intera borgata versa ormai in condizioni di avanzato degrado e, per visitarla, è necessario muoversi non senza rischi tra le macerie delle abitazioni.

Proseguiamo la nostra bellissima dorsale, tra neve e rocce, godendo di un paesaggio magnifico.

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panorama verso l’Argentera e il Matto
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sguardo indietro
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ultimo tratto sulla neve

Alterniamo ciaspole a tratti senza neve. Poco prima della cima, la aggiro verso sinistra per salire su facili sfasciumi, evitando così la neve.

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Monte Tibert (2647m)
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panorama dal monte Tibert

Il panorama è notevole e ampio: Alpi Liguri, Marittime e Cozie. Questo periodo dell’anno, dove ancora molte cime sono imbiancate, offre scorci particolarmente belli e suggestivi.

Il monte Tibert è anche un ottimo punto d’osservazione per la vicina Punta Tempesta (2679 m).

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Punta Tempesta (2679m)

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