AVML, Pieve di Zignago (992m), Monte Dragnone (1010m), Passo del Rastello (1044 m), Monte Antessio (1161m)

Io sono le montagne che non ho scalato.

Nives Meroi

Questa è una variante della terza tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri (AVML), partendo da La Spezia. E’ consigliabile se si fa l’alta via come me, due tappe ogni weekend, perché permette di attraversare importanti siti storici.

La Valle di Vara, rappresenta un territorio di grande interesse storico-naturalistico con produzioni agricole di qualità (da cui il termine di “Valle del Biologico”).
Attraversata dal fiume Vara che costituisce l’elemento di unità del comprensorio ed un polmone verde in cui la biodiversità rappresenta l’aspetto primario della valle, 
si caratterizza per la presenza di numerosi borghi fortificati risultato della trasformazione nei secoli dell’impianto urbanistico.


Questa tappa, si svolge tra boschetti, pascoli , lungo l’antica strada che da Levanto portava a Pontremoli.  Il tracciato ricalca l’antica “Via Regia”, via che in età medioevale, seguiva il crinale dei monti che dividono la Val del Vara da quella del Magra, partendo da S. Stefano Magra e Ceparana ed arrivando al Gottero. Costituiva un itinerario di grande comunicazione fra l ‘Emilia, la Toscana e la Liguria.

http://www.cailiguria.it/AVML/portale/it/tappa_per_tappa.html

http://www.valdivara.it/en/home

 

NOTE TECNICHE

DISLIVELLO: +600m circa -600m circa

DIFFICOLTÀ: E

TEMPO DI SALITA: 3,00 ore 

PERIODO CONSIGLIATO: autunno, inverno, estate, primavera

TOPONIMO: Riguardo all’origine del nome Rastello, nel libretto Ecomuseo della memoria si legge: “Toponimo che prende il nome dal termine dialettale rastelu “rastrello”, secondo la tradizione riferito alla presenza di sbarramenti sul valico, a protezione del confine tra i territori genovesi e quelli toscani”. 

DOVE LASCIARE L’AUTO PER FARE DUE TAPPE: Per fare il week-end, o due giorni, ma anche per fare solo una tappa, si può lasciare la macchina  a Torpiana e prendere l’autobus che porta a Pieve di Zignago, da qui con una variante dell’AVML, si sale sul Monte Dragnone fino ad arrivare alla Foce di Croce e proseguire poi per il Passo del Rastello. 

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PERCORSO

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Da Pieve di Zignago, lasciando a sinistra il sentiero con la striscia bianco-rossa, si prosegue a destra sulla carrareccia che si innalza ripida in una bella pineta, sul contrafforte sud-ovest del Monte Dragnone.

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Passando a destra delle strapiombanti rocce del versante nord-ovest, si giunge in breve sulla vetta del Monte Dragnone (1010m), dove sorge una chiesa in splendida posizione panoramica.

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poco prima del monte Dragnone
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chiesa sul Monte Dragnone (1010m)

Si scende sulla sinistra della chiesa, lungo una mulattiera con rocce franose, poi tra i pini fino alla Foce del Castellaro (865m). 

Si risale ora verso nord, sulla mulattiera che taglia il fianco orientale del Monte Castellaro, giungendo in breve alla sella di Casa Castellaro (906m), dove passa la strada che collega Suvero con Foce di Croce.

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Dalla sella parte un ripido sentiero che in breve porta sulla cima rocciosa del Monte Castellaro (945m), dove si vedono ancora i basamenti di antichissime fortificazioni. In questo sito sono stati ritrovai importanti reperti archeologici, che testimoniano la presenza di un insediamento preistorico risalente all’età del Bronzo.

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Monte Castellaro (945m)

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Monte Dragnone e Monte Castellaro in lontananza

Proseguendo verso nord, si arriva in circa mezz’ora alla Foce di Colle Fiorito (1024m), sullo spartiacque tra Vara e Magra.

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Si continua dritti lungo la dorsale con dolci saliscendi fra i pascoli. Lasciata a sinistra una strada che scende a Torpiana, si arriva alla Foce di Cavagina (1020m).

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Si contorna a sud il Monte Roncacci, attraversando un bellissimo bosco di abeti.

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Dopo il bosco si raggiunge il Passo del Rastello, o Rastrello (1044m), attraversato da una rotabile che collega Sesta Godano con Zeri. Nei pressi del valico ci sono alcune villette ma non ci sono ristoranti o alberghi.

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Sistemata la tenda, decido di arrivare fino al Passo Calzavitello prima che diventi buio. Riuscirò soltanto ad arrivare al Monte Antessio, un pò per via delle nebbie e un pò per dei cani pastori che più volte mi sbarreranno la strada.

Dal Passo del Rastello, si sale verso ovest sullo spartiacque, lungo un sentiero che costeggia una recinzione.

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sguardo indietro verso la tenda

Scavalcata una gobba erbosa (Monte Ciocco 1065m) si scende ad una sella con edicola sacra (Foce di Rastello, 1047m).

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Da qui si riprende a salire per rade tracce ai margini di un bosco. Superando una recinzione si giunge su un bel ripiano erboso. Poi si riprende a salire tra pini e faggi fino sul boscoso Monte Antessio (1161m).

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Monte Antessio (1161m)

Da qui si scende lungo la cresta nord fino ad una sella dove si gira a destra per continuare su un pendio franoso, fino ad arrivare ad una strada sterrata, entrando in Toscana.

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In breve si arriva ad un’edicola sacra, qui si abbandona la strada per imboccare a destra una carrareccia che sale lungo un costone.  Qui perdo un pò il seniero per via di due cani  pastori  liberi che iniziano ad abbaiarmi contro, e non trovo il sentiero a sinistra che si inerpica sul Monte Cissò (996m). Di lì in breve tempo si raggiunge anche il Passo Calzavitello. 

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Il giorno dopo mi sveglia la nebbia. Decido così di ritornare alla Foce di Cavagina, poco prima dell’abetaia, per tornare velocemente a Torpiana dove ho lasciato l’auto.

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in basso un piccolo cartello segnala la via per Torpiana

 

4° TAPPA: GROPPO, MONTE GÒTTERO, PASSO DELLA CAPPELLETTA, PASSO DI CENTO CROCI

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