VALLE TANARO Punta Marguaréis (2651 m)

Quando guardo le montagne ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento.

-R. Messner-

La Punta Marguareis, o Marguarèis, è la cima più alta del Monte delle Carsene o Monte Carsino o Cassino, montagna delle Alpi alta 2.651 m. È la cima più elevata delle Alpi Liguri, punto nodale tra la Valle Pesio, la Val Tanaro e la Val Roia.

Si trova sulla linea di confine italo-francese, tra la provincia di Cuneo ed il dipartimento delle Alpi Marittime.

L’imponente montagna presenta due versanti completamente diversi tra loro: vista da nord ha l’aspetto di una ciclopica muraglia, mentre verso sud scende più gradualmente sulle testate delle valli Tanaro e Roya, con pendii dalle forme morbide, interessati da vistosi fenomeni carsici.

NOTE TECNICHE

DISLIVELLO: circa 1330

DIFFICOLTA’: E

TEMPO DI SALITA: 5 ore

PERIODO CONSIGLIATO: Estate, autunno

CARATTERISTICHE: La zona è molto importante per i fenomeni carsici, con grotte che raggiungono anche i 50 km di estensione e 900 m di profondità.

TOPONIMO: il nome “Marguareis” deriva dal gergo dei pastori brigaschi: anticamente era detto Maraguaréz e Maravarez, trasformato poi nel nome attuale.

PERCORSO

Il Marguareis è raggiungibile dalla valle Pesio, da Limone, da Tenda. Federico (in arte il Gatto) ci ha mostrato, a me e a Walter, un anello davvero interessante partendo da Carnino.

L’itinerario si sviluppa sul tracciato dell’importante via mulattiera che collegava Carnino con briga Marittima attraverso il colle dei Signori.

Dalla Chiesa di Carnino Superiore (1397 m) si prende a sinistra una stradina che si inoltra tra le case del villaggio. Poi si attraversa un torrente su una passerella di legno che forma una piccola cascata e si prosegue nell’aspro Vallone di Carnino sovrastato dagli imponenti contafforti meridionali della Cima Pian Ballaur. Proseguendo fra boschetti e pietraie, si arriva ad un bivio a quota 1700. 

Qui si lascia a sinistra la mulattiera che si dirige verso la Gola della Chiusetta, per salire a destra lungo un ripido sentierino fra pini mughi, erba e rocce rotte.

Con faticosa ascesa si giunge al Passo delle Mastelle (2023 m, 2 ore da Carnino), sovrastato a sinistra da un caratteristico masso erratico, detto er Capèe ‘d Napuleùn (il cappello di Napoleone). 

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Walter sul Passo delle Mastrelle (2023 m)

Riguardo al toponimo Mastrelle, Marziano di Maio riferisce che, localmente, è chiamata mastra la madia del pane: <<La madia talvolta ricorre nella toponomastica alpina a indicare zone con blocchi regolari, o anche con roccioni a lati squadrati. Anche nella zona delle Mastrelle sono presenti massi quarzitici originati da fratturazioni regolari, portati sin là dall’antico ghiacciaio che li ha prelevati dal Pisté: la loro foggia a parallelepipedo, come cassettine per il brus o come piccole madie, avrà suggerito quel nome>>

  

Si prosegue in dolce salita verso nord-ovest in un vallonetto sospeso, poi, si prende a sinistra il sentiero che collega il Colle del Pas al Colle dei Signori.

Si raggiunge così il sentierino segnalato con strisce arancioni, che rimonta il cosidetto “Canalone delle Capre”, tra la Punta Emma e la cima Palù.

 risalendo il Canalone delle Capre sguardo verso il Coll del Pas

 il Gatto verso il Colle Palù

Superato un lastrone roccioso, il sentierino s’inerpica fra erba, rocce e detriti, fino al Colle Palù (o Passo delle Capre, 2485m).

Colle Palù (2488 m)

Seguendo sempre i segnavia, si taglia a mezza costa un ripido pendio con qualche passo esposto.

ripido pendio verso il Colle dei Torinesi

 Walter, il viandante sul mare di nebbia

 sguardo verso la Val Ellero

Si aggirano a sud le cime Bozano e Pareto, poi si scende per prati fino all’ ampio Colle dei Torinesi (2448 m), dove si trova una grossa dolina.

 verso il Marguareis

Il sentiero segnalato continua sul versante della Val Tanaro, dove incontra l’itinerario n. 109 proveniente dal Rifugio Don Barbera. Aggirata a meridione l’ Anticima est, si lascia a destra una dolina, poi, innalzandosi con alcune svolte fra rocce e detriti, si guadagna la Punta Marguareis (2651 m) dove sorge una grande croce metallica.

 Valle Ellero da Punta Marguareis (2651 m)

 Gatto e Walter, Punta Marguareis  (2651 m)

Per il ritorno si può chiudere con un anello dirigendosi verso il rifugio don Barbera. Questo giro ci permette anche di osservare meglio il fenomeno del carsismo.

Dalla Punta Marguareis si prosegue in discesa la cresta verso sud scendendo su un ripido percorso sempre segnato da ometti. 

 verso il Rifugio Barbera, in fondo Punta Marguareis

 veduta della zona carsica percorsa dalla carrozzabile Limone Monesi

 in discesa verso il colle dei Signori, a destra si intravede il rifugio Don Barbera

 meravigliosi disegni carsici poco prima del rifugio Don Barbera

Merita fare tappa al Rifugio Don Barbera, gestito da un giovane artista montanaro, Matteo Eula,  simpatico e profondo conoscitore della val Tanaro: “Un mondo di montagne dove già si respira l’ odore del mare”.

Dal rifugio Don Barbera si ritorna a Carnino facilmente(segnavia), impiegando all’incirca due orette.

 

 

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