VALLE MAIRA Via ferrata di Camoglieres (1320 m)

Camoglieres è una piccola frazione in Val Maira che fa parte del comune di Macra. Per arrivare in questo paesino bisogna innanzitutto giungere a Dronero. Giunti a Dronero si percorre la SP 24 in direzione S.Damiano Macra, una volta superata di pochi km la piccola frazione di Lottulo alla nostra destra troviamo un incrocio con le indicazioni Camoglieres-Via Ferrata, che ci conducono su una ripida e stretta stradina asfaltata che in un paio di Km ci porta nell’abitato di Camoglieres. Poco prima di entrare nel piccolo centro alla nostra sinistra troviamo un posteggio ed un pannello informativo della Ferrata.

 

NOTE TECNICHE

DISLIVELLO: 600 m

DIFFICOLTA’: EE

TEMPO DI SALITA: circa 3 ore

PERIODO CONSIGLIATO: Primavera

PUNTI D’APPOGGIO: Locanda Occitana del Silenzio – Tel. 0171 999305 – info@locandadelsilenzio.com

CARATTERISTICHE: La tipologia della ferrata è mista (francese/dolomitica). Nella ferrata “francese” alcuni tratti di sentiero tradizionale si raccordano a tratti di via ferrata, mentre quella “dolomitica” è caratterizzata da un sentiero con minime attrezzature di ausilio all’arrampicata nelle quali il cavo è teso fra chiodo e chiodo e svolge la doppia funzione di assicurazione e di corrimano come aiuto per la progressione.

TOPONIMO: Si può presumere che il toponimo derivi dal tardo latino “camox”, camoscio, non solo per la presenza in loco di tale animale, ma anche per la posizione elevata e isolata dell’insediamento stesso, che lo faceva ritenere luogo adatto ai soli camosci.

PERCORSO

Dal posteggio si percorre la strada che porta in mezzo alle case, la si segue fino alla fine dell’asfalto, in quel punto alla nostra destra scorgiamo un evidente sentiero (segnalato da cartelli e bollini di vernice gialla) che in 10 minuti ci porta all’attacco della via.

Questa via si sviluppa tra alte pareti di roccia e tratti di sentiero battuto e protetto dal cavo (ove necessario); è dotata di un ponte tibetano e di 3 vie di fuga.

Il primo paretone è alto 60mt circa, è molto duro fin dai primi gradini, questo tratto sollecita molto le braccia e la schiena, si tratta di due ripidissime e verticali salite che strapiombano molto, divise da un breve ma non banale traverso.

 

In questo settore i cambi dei moschettoni sono resi difficili dallo spanciare della roccia verso l’esterno.

 

Giunti sulla sommità di questa prima parete troviamo la prima via di fuga, l’unica che scende alla sinistra dell’attacco e che non si immette subito nella via di ritorno,se questo primo tratto fisicamente crea problemi e forse meglio utilizzarla subito e non proseguire oltre.

Da qui con un breve tratto di sentiero si giunge alla seconda parete meno strapiombante della precedente ma che tende a salire in leggera diagonale ,anche qui tratti ripidi e traversi si ripetono in sequenza fino ad aggirare un singolare fungo roccioso, per poi ritornare in un tratto verticale e molto panoramico.

 

Finita questa seconda parete si ritorna su un tratto di sentiero ben segnalato e non protetto che dopo una breve salita sotto il sole ci fa perdere un po’ di quota in un fresco bosco, per condurci ad una terza parete  nuovamente impegnativa. Prima di giungere alla parete usciti dal bosco il sentiero diviene meno evidente e scivoloso ma da qui il cavo ci consente di proseguire agevolmente. La parete è molto ripida ma nel primo tratto non strapiomba, in breve si raggiunge un traverso che man mano lo si affronta diviene più esposto.

 

Passato il traverso si torna in verticale e si giunge rapidamente su uno sperone di roccia molto caratteristico e suggestivo, dal quale disarrampicando si scende fino ad incontrare una via di fuga ed il ponte tibetano.

 

Un ponte tibetano molto panoramico, vertiginoso, lungo e ballerino nella parte finale dotato di una campana  appesa poco prima dell’uscita dal ponte che scandisce ogni nostro passo lungo i cavi.

 

 

Superato il ponte torniamo per un breve tratto su un sentiero, precisamente su quello che sarà poi il sentiero di ritorno, lo percorriamo fino a giungere sotto l’ultima ripidissima parete di questo itinerario. Arrivati ai piedi di questa troviamo un cartello che indica la partenza della via o per chi volesse il sentiero che conduce alla cima senza dover affrontare quest’ultimo tratto. Questa parete è molto simile al tratto iniziale, parte ripida sin dai primi gradini, e da fondo alle ultime energie rimaste nelle braccia e nelle gambe, anche qui si alternano tratti molto ripidi e strapiombanti a traversi molto impegnativi; il tutto è reso ancora più duro dalla fatica accumulata lungo tutto il tracciato.

 

Arrivati in cima alla parete entriamo in un tratto erboso, ripido e con molto pietrisco, dal quale è facile scaricare su chi sale alle nostre spalle, quindi consiglio di procedere con estrema prudenza da qui fino alla fine del cavo, dove poi si entra nel sentiero che in meno di 5 minuti ci porta alla Croce metallica posta in vetta alla Crocetta Soprana, dove c’è abbondante spazio per fare un boccone, per riposarsi dalle 3 ore di fatica e da dove ammirare il bellissimo panorama delle nostre Alpi.

Dalla Croce metallica parte un facile sentiero segnalato abbondantemente da bollini di vernice gialla che in 30/40 minuti di marcia ci riporta alla nostra auto.

INFORMAZIONI IMPORTANTI
La via ferrata è destinata a persone adeguatamente attrezzate, esperte o accompagnate 
da Guide Alpine. Si evidenzia che l’attrezzatura della Via Ferrata è da considerarsi solo 
ed esclusivamente un aiuto alla progressione su parete. La sicurezza dipende dai comportamenti 
individuali e dal corretto utilizzo dei materiali. Prima della partenza è obbligatorio prendere 
visione delle condizioni di accesso, delle informazioni e dei divieti dettagliatamente 
illustrati sul pannello tecnico posto all’inizio del percorso.

SUL PONTE TIBETANO
Percorso esposto; massimo carico ammesso: 4 persone. È obbligatorio assicurarsi ai cavi di sicurezza 
e aggrapparsi alle funi superiori durante il transito. INOLTRE è vietato salire in presenza di neve, temporali e vento forte; farlo oscillare; sporgersi oltre la sagoma delle funi.

Per la ferrata è necessario un Kit di base obbligatorio:
casco da montagna, imbragatura ventrale, guanti, scarponcini da montagna; 
2 longe, 2 moschettoni di sicurezza per ferrata, ammortizzatore di caduta (dissipatore). 
Il Kit e tutta l’attrezzatura devono essere omologati e riportare il marchio CE.
 

Per il noleggio del Kit in loco: 
Locanda Occitana del Silenzio, borgata Camoglieres, 
Tel. 0171 999305 – info@locandadelsilenzio.com

Fonte:
http://www.comune.macra.cn.it

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