Cinghiale (Sus scrofa Linnaeus, 1758)

Il cinghiale è un mammifero ungulato, ovvero che possiede un numero pari di dita e le zampe vengono sostenute principalmente dal terzo e dal quarto dito.

49821400521_6409007d92_k

Il cinghiale è un animale massiccio che può raggiungere il peso di 180 kg. Le zampe sono corte e sottili, la testa è allungata con occhi piccoli e orecchie grandi; la vista è poco acuta, ma l’olfatto e l’udito sono molto sviluppati. La pelle è rivestita di setole sparse e solo di inverno da peli corti e setole lunghe e fitte. Sulla nuca si trova una criniera e la coda è stretta e pendula.

49820869363_5831b0c13c_k

Vivono nei boschi dell’Europa centrale e meridionale, in vaste zone dell’Asia e dell’Africa nord-occidentale. I cinghiali sono animali sociali che amano aiutarsi tra di loro nella cura del corpo o semplicemente sdraiandosi uno accanto all’altro.

Comunemente si pensa che i cinghiali siano animali sporchi: non è affatto così! Si rotolano nel fango per eliminare i parassiti e tenere morbida la pelle. In pratica, fanno i fanghi propio come noi esseri umani.

I cinghiali selvatici dormono sempre nello stesso posto, scelto con cura, al riparo dalla pioggia e dal vento, a seconda delle stagioni. In estate, il suolo fresco è il loro giaciglio ideale, mentre nella cattiva stagione utilizzano foglie secche e muschio per costruirsi un materasso soffice e isolante.

92241466_682637849214832_3085220474964148224_o

E’ importante sapere che  il cinghiale, come tutti gli animali selvatici, è un animale schivo che ha un’innata diffidenza nei confronti degli esseri umani, quindi la sua prima reazione, anche in branco, sarà quella di allontanarsi e scappare dall’uomo, che vede come una minaccia.

I cinghiali sono onnivori e si nutrono di radici, tuberi, ghiande, insetti e loro larve e lombrichi, attività molto utile nelle zone boschive dove favorisce la distribuzione dei semi e la rotazione del patrimonio forestale. 

Il suo impatto sulla rigenerazione forestale è positivo perché aumenta la sopravvivenza e promuove la crescita di altri alberi, eliminando i competitori (Lacki M.J. & Lancia R.A. (1986) J. Wildl. Manage.; Siemann E. et al. (2009) Forest Ecol. Manag).

La storia recente del cinghiale, dagli studi morfometrici all’ampliamento degli areali ci è proposta sotto una lente di ingrandimento assai efficace, priva di quelle suggestioni che sconfinavano quasi nell’aneddotico.

Probabilmente quella del cinghiale è una presenza con cui bisogna imparare a convivere, mettendo in atto tutte le mitigazioni del caso per ridurre danni ed incidentalità, ma assicurando contemporaneamente il mantenimento di spazi vitali alla sopravvivenza di una specie che ha “piena cittadinanza” nella fauna italiana e nei nostri ecosistemi.

89300669_663720204439930_2620405735367901184_o

La convivenza tra esseri umani e fauna selvatica è l’unica strada percorribile per uscire da una visione puramente antropocentrica con la consapevolezza che alla radice della “problematicità” della fauna c’è sempre l’uomo che, con la sua azione, è stato in grado di scardinare il naturale equilibrio dinamico tra le componenti di un ecosistema.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close